REGOLAMENTO

PREMESSA

La “Corte Nazionale Arbitrale” è un’istituzione indipendente, costituita per amministrare e sovraintendere le procedure arbitrali che sono sottoposte al pre­sente Regolamento.

Gli Organi della “Corte Nazionale Arbitrale” sono:

a. Il Presidente
b. Il Vicepresidente
c. Il Segretario
d. Il Tesoriere
e. Il Consiglio Arbitrale
f. L’Assemblea

L’organo giudicante è il Tribunale Arbitrale, sia in composizione monocrati­ca, che collegiale.

I servizi di segreteria saranno forniti dalla Segreteria Nazionale (qui di seguito la “Segreteria”) istituita presso la sede della Corte Nazionale Arbitrale. La Segre­teria è coordinata dal Segretario della Corte Nazionale Arbitrale. Gli orari della Segreteria sono reperibili sul sito della Corte Nazionale Arbitrale.

 

ART. 1 – AMBITO DI APPLICAZIONE

1.1 Il Regolamento si applica ogni qualvolta una convenzione o clausola arbitra­le ovvero un compromesso per arbitrato richiami, con qualsiasi espressione, la Corte Nazionale Arbitrale o l’arbitrato delle Camere Civili o dell’Unione delle Camere Civili, salvo indicazione specifica di arbitrato presso una Camera Civile Territoriale che abbia costituito la propria Camera Arbitrale Territoriale.

1.2 Il Regolamento si applica, altresì, qualora una parte introduca una domanda d’arbitrato con le modalità previste all’art. 5 del Regolamento e le parti cui è rivolta la domanda d’arbitrato rispondano nei termini e modi previsti all’art. 6, accettando l’arbitrato. In tal caso la Segreteria chiederà alle parti di sottoscrivere l’adesione alla procedura arbitrale nel termine di 20 giorni. In difetto di adesione anche di una sola parte, la Segreteria comunicherà che non si può procedere con l’arbitrato amministrato. La stessa comunicazione sarà data se le parti, cui è ri­volta la domanda d’arbitrato, non rispondono alla domanda.

1.3 L’eccezione circa l’esistenza, la validità o l’efficacia della convenzione ar­bitrale o circa l’applicabilità del Regolamento deve essere proposta, a pena di decadenza, nel primo atto di parte. La costituzione nel procedimento arbitrale, in difetto di siffatta tempestiva eccezione vale accettazione dell’arbitrato.

Art. 2 – SEDE DELL’ARBITRATO E REGOLE DI PROCEDURA

2.1 La sede dell’arbitrato è fissata liberamente su accordo delle parti, nel territo­rio della Repubblica. In difetto di accordo, la sede dell’arbitrato è stabilita presso la Segreteria della Corte, in Roma, Corso Vittorio Emanuele 284. Su indicazione del Tribunale Arbitrale, le udienze possono essere tenute anche fuori dalla sede d’arbitrato, nel rispetto del principio del contraddittorio e del diritto di difesa.

2.2. Tutti i procedimenti arbitrali sono condotti secondo criteri di concentrazio­ne, celerità ed economicità, nel rispetto della legge, del principio del contraddit­torio e in base al Regolamento in vigore al momento della presentazione della domanda.

2.3 Se nella convenzione arbitrale le parti hanno fissato delle regole di proce­dimento diverse da quelle del Regolamento, esse sono applicabili in deroga, in tutto o in parte, al Regolamento, sempre che siano conformi alla legge.

2.4 Una volta costituito, il Tribunale Arbitrale potrà determinare le ulteriori rego­le necessarie al regolare svolgimento del procedimento, sempre nel rispetto del principio del contraddittorio e della parità della difesa. Fermo quanto sopra, al procedimento si applicano gli artt. 806 e ss. del codice di procedura civile italia­no.

2.5 Salvo quanto disposto per la domanda d’arbitrato e per la prima memoria di risposta, se il Tribunale Arbitrale non ha stabilito altrimenti, il deposito delle altre memorie e dei documenti va fatto presso la Segreteria e contestualmente, in co­pia, a ciascun arbitro e al difensore delle parti mediante un mezzo di trasmissione che ne attesti la ricezione (PEC, raccomandata A/R, a mani con ricevuta). Al termine della procedura arbitrale, gli originali depositati presso la sede dell’arbi­trato saranno conservati per 5 anni.

2.6 In ogni caso le comunicazioni destinate al Consiglio Arbitrale vanno inviate alla Segreteria mediante un mezzo di trasmissione che ne attesti la ricezione (PEC, raccomandata A/R, a mani con ricevuta).

2.7 Tutti i soggetti (ivi inclusi gli Organi della Corte Nazionale Arbitrale, le CAT, gli arbitri, le parti e i loro difensori, i consulenti tecnici, i segretari) che parte­cipano ai lavori della Corte, del Consiglio Arbitrale o al procedimento arbitra­le sono tenuti a mantenere la riservatezza in ordine ad ogni profilo inerente la controversia, ivi compresa l’esistenza della stessa. La Corte Nazionale Arbitrale potrà procedere alla pubblicazione dei lodi o di altri provvedimenti, per finalità scientifiche e comunque in forma anonima, solo al termine dell’intera procedura arbitrale, salva espressa indicazione contraria anche di una sola delle parti, da comunicarsi per iscritto al Consiglio Arbitrale, prima del deposito del lodo.

2.8 Ove non specificato altrimenti, i termini e le scadenze procedurali indicati nel presente Regolamento, ovvero indicati dalle parti o dal Tribunale Arbitrale, sono da computarsi in giorni lavorativi secondo il calendario delle festività italiane, oltre il sabato da considerarsi festivo.

ART. 3 – SPESE

3.1 Il valore della controversia è determinato sulla base delle domande formula­te dalle parti dal Consiglio Arbitrale, il quale provvede altresì a fissare le spese d’arbitrato.

3.2 Le spese d’arbitrato comprendono:

a. spese amministrative e di segreteria in conformità agli scaglioni previsti all’Allegato 1;

b. compensi del Tribunale arbitrale in conformità agli scaglioni previsti all’Al­legato 1;

c. compensi dei consulenti tecnici;

d. spese indicate dal Tribunale Arbitrale in relazione a costi documentati e re­lativi allo svolgimento della procedura (a titolo d’esempio, spese di viaggio, cancelleria).

3.3 Al momento della proposizione della domanda d’arbitrato, la parte dovrà al­legare la ricevuta del pagamento delle spese amministrative e di segreteria (tarif­fa base) indicati nell’Allegato 1. Solo con il versamento di tali spese, la domanda d’arbitrato si intende validamente depositata.

3.4 La parte convenuta, nel caso in cui formuli domanda riconvenzionale, dovrà versare contestualmente le spese amministrative e di segreteria (tariffa base) in­dicati nell’Allegato 1. Solo con tale versamento la domanda riconvenzionale si intende regolarmente formulata.

3.5 Le spese amministrative e di segreteria versate non sono in nessun caso rim­borsabili.

3.6 Il mancato versamento della tariffa base delle spese amministrative e di se­greteria contestualmente al deposito della rispettiva domanda (sia di parte attrice, che della parte convenuta la quale abbia proposto domanda riconvenzionale), sarà considerato come rinuncia alla domanda. Ciascuna parte può provvedere ad anticipare il pagamento della tariffa base che spetterebbe all’altra parte.

3.7 Con la nomina del Tribunale Arbitrale, il Consiglio Arbitrale determina al­tresì il deposito anticipato cauzionale sulle spese d’arbitrato. In linea di principio l’anticipo cauzionale è suddiviso in parti uguali tra parte attrice e parte convenu­ta; il Consiglio Arbitrale è però libero di suddividere in proporzioni diverse gli anticipi cauzionali, anche in ragione del valore delle domande, delle riconvenzio­nali formulate e del numero delle parti.

3.8In assenza di pagamento delle spese d’arbitrato entro il termine indicato dal Consiglio Arbitrale, il procedimento è sospeso. Il Consiglio Arbitrale invita le parti a provvedere al pagamento fissando un ultimo termine; in difetto di paga­mento la domanda proposta dalla parte inadempiente si intende rinunciata in quel procedimento.

3.9 La parte che ha interesse alla prosecuzione del procedimento può versare l’anticipo cauzionale che sarebbe spettato all’altra parte ovvero richiedere al Consiglio Arbitrale di rideterminare il deposito cauzionale in ragione del venir meno di una o più domande.

3.10 Ove necessario il Consiglio Arbitrale potrà richiedere un’integrazione del deposito cauzionale in qualunque momento nel corso della procedura.

ART. 4 – IL TRIBUNALE ARBITRALE

4.1 Possono essere nominati arbitri, sia dal Consiglio Arbitrale che dalle parti, soltanto coloro che sono inseriti nell’apposito Elenco istituito presso la Corte Nazionale Arbitrale, consultabile sul sito della Corte Nazionale Arbitrale.

4.2 Il Tribunale Arbitrale è composto da un solo arbitro, salvo che la convenzione d’arbitrato non preveda un collegio di arbitri, ovvero le parti richiedano congiun­tamente la nomina di un collegio di arbitri, che comunque dovranno essere in numero dispari.

4.3 Il Tribunale Arbitrale è nominato dal Consiglio Arbitrale entro 20 giorni dal termine di scadenza del deposito della risposta d’arbitrato in conformità a quanto previsto all’art. 7. Nei casi di cui all’art. 1.2 il termine di 20 giorni per la nomina parte dalla data di ricezione dell’ultima adesione alla procedura arbitrale.

4.4 Nel caso in cui il Tribunale Arbitrale sia composto da un collegio di arbitri, ciascuna delle parti può indicare nel primo atto il nome di un arbitro, fermi i re­quisiti richiesti dal Regolamento, che farà parte del Tribunale Arbitrale, ove con­fermato dal Consiglio Arbitrale nel termine di 20 giorni indicato qui di seguito. In difetto di conferma si applica l’art.4.3. In ogni caso, il Presidente del Tribunale Arbitrale è nominato dal Consiglio Arbitrale nei modi previsti all’art. 7, entro 20 giorni dal termine di scadenza del deposito della risposta d’arbitrato.

4.5 In caso di pluralità di parti la nomina del Tribunale Arbitrale in forma colle­giale è riservata al Consiglio Arbitrale.

4.6 Non possono essere nominati arbitri i componenti della Giunta nazionale dell’UNCC e degli organi della Corte Nazionale Arbitrale, per tutta la durata del loro incarico, nonché i loro associati professionali e coloro che condividono lo stesso studio professionale.

ART. 5 – DOMANDA D’ARBITRATO

5.1 Chi intende attivare una procedura arbitrale ai sensi del presente Regolamen­to, deve inviare alla Segreteria e alla parte convenuta, con un mezzo che assicuri l’avvenuta ricezione, (PEC, raccomandata A/R, a mani con ricevuta), la propria domanda di arbitrato e deve provvedere al pagamento della tariffa base, come previsto all’art. 3.

5.2 La domanda deve indicare:

a. il nome, l’indirizzo e il codice fiscale delle parti ovvero trattandosi di persona giuridica, la denominazione, il tipo, la sede, la partita IVA e/o codice fiscale ed il legale rappresentante e il nome, la PEC e l’indirizzo dell’avvocato di­fensore presso il quale verranno inviate le memorie e i documenti;

b. il testo della convenzione di arbitrato e l’indicazione del contratto o dell’atto dove è contenuta, ovvero l’invito alla controparte ad accettare l’arbitrato se­condo il presente Regolamento;

c. il tipo di arbitrato, rituale o irrituale, di diritto o equità; in difetto di indica­zione nella clausola o nella domanda, l’arbitrato si intende rituale di diritto;

d. la richiesta di nomina dell’arbitro da parte del Consiglio Arbitrale ovvero il nominativo dell’arbitro del Tribunale Arbitrale in forma collegiale, con l’in­dicazione del suo indirizzo, recapiti telefonici e email;

e. l’esposizione sommaria dei fatti, delle argomentazioni in diritto e delle do­mande da sottoporre al Tribunale Arbitrale.

5.3 Non appena in suo possesso deve far pervenire alla Segreteria, la prova dell’invio alla controparte e dell’avvenuta ricezione della domanda d’arbitrato.

ART. 6 – RISPOSTA E INTERVENTO DI TERZI

6.1 Entro 30 giorni dalla ricezione della domanda d’arbitrato, il convenuto deve inviare alla Segreteria e alla parte attrice, la propria memoria di risposta con un mezzo che assicuri l’avvenuta ricezione, (PEC, raccomandata A/R, a mani con ricevuta) e, in caso formuli domanda riconvenzionale, deve provvedere al paga­mento della tariffa base, come previsto all’art. 3.

6.2 La memoria di risposta deve indicare:

a. il nome, l’indirizzo e il codice fiscale delle parti ovvero, trattandosi di perso­na giuridica, la denominazione, il tipo, la sede, la partita IVA e/o codice fi­scale ed il legale rappresentante e il nome, la PEC e l’indirizzo dell’avvocato difensore presso il quale verranno inviate le memorie e i documenti;

b. la richiesta di nomina dell’arbitro da parte del Consiglio Arbitrale, ovvero il nominativo dell’arbitro del Tribunale Arbitrale in forma collegiale con l’in­dicazione del suo indirizzo, recapiti telefonici e email;-

c. l’esposizione sommaria dei fatti, delle argomentazioni in diritto e delle even­tuali domande riconvenzionali da sottoporre al Tribunale Arbitrale.

6.3 Nel caso in cui il convenuto non depositi la memoria di risposta, l’arbitrato prosegue in sua assenza.

6.4 La partecipazione al giudizio arbitrale di soggetti terzi può avvenire, in qua­lunque momento, solo con l’accordo degli stessi, delle parti e con il consenso degli arbitri. Restano ferme le regole previste dall’art. 816-quinques 2 c. cod. proc. civ.

ART. 7 – COSTITUZIONE E ACCETTAZIONE DEL TRIBUNALE

ARBITRALE

7.1 Ai sensi e nei termini previsti all’art. 4 il Consiglio Arbitrale nomina ovvero conferma gli arbitri che comporranno il Tribunale Arbitrale, in conformità alla seguente procedura.

7.2 Il Consiglio Arbitrale sottopone agli arbitri nominandi una richiesta volta ad ottenere una dichiarazione di indipendenza, imparzialità e assenza di ragione ostative ad accettare l’incarico (tra le quali avere disponibilità, in termini di tem­po, per portare a compimento l’incarico), sulla base del modello approvato dal Consiglio Arbitrale.

7.3 L’arbitro nominando deve trasmettere entro 3 giorni la dichiarazione di cui all’art. 7.2 alla Segreteria e alle parti, che vale altresì quale disponibilità ad ac­cettare l’incarico.

7.4 Il Consiglio Arbitrale esaminata la dichiarazione, esaminate eventuali osser­vazioni delle parti, pervenute entro 3 giorni da quando hanno ricevuto la di­chiarazione, nomina ovvero conferma la nomina degli arbitri fatta dalle parti secondo quanto previsto all’art. 4 e la comunica alle parti e agli arbitri. In caso di particolare gravità delle osservazioni presentate dalle parti, il Consiglio Arbitrale può sospendere la decorrenza dei termini di nomina e di conferma, al fine di ad­divenire alla composizione del Tribunale Arbitrale.

7.5 La costituzione del Tribunale Arbitrale si intende formalizzata alla data di nomina, ovvero di conferma da parte del Consiglio Arbitrale ai sensi dell’artico­lo che precede. Contestualmente il Consiglio Arbitrale deve indicare la data di deposito del progetto di lodo ai sensi dell’art. 11.2.

ART. 8 – RICUSAZIONE DEGLI ARBITRI E SOSTITUZIONE

8.1 Ciascuna parte, dopo la nomina dell’Arbitro o in qualsiasi momento durante il Giudizio Arbitrale, può formulare, in forma scritta, al Consiglio Arbitrale, un’i­stanza motivata di ricusazione. L’istanza deve essere depositata presso la Segre­teria entro dieci giorni dalla ricezione della nomina ovvero dalla conferma di cui agli artt. 4 e 7 o entro dieci giorni dalla conoscenza di una causa di ricusazione sopravvenuta. Il Consiglio Arbitrale assegna alle parti e all’arbitro un termine, non superiore a dieci giorni, per l’invio di eventuali osservazioni scritte.

8.2 Il Consiglio Arbitrale, sentito l’Arbitro e gli altri componenti del Tribunale Arbitrale, ove nominati, decide sull’istanza di ricusazione. La decisione non è soggetta ad alcuna forma di reclamo e l’istanza di ricusazione non può essere ripresentata per la stessa ragione per cui è già stata presentata. In caso di acco­glimento il soggetto (parte o Consiglio Arbitrale) a cui compete la nomina dovrà provvedere alla sostituzione attraverso una nuova nomina entro 10 giorni dalla comunicazione della suddetta decisione; in difetto di nomina spettante alla parte, il Consiglio Arbitrale provvederà entro i successivi dieci giorni.

8.3 Il deposito dell’istanza di ricusazione sospende il procedimento arbitrale.

8.4 L’Arbitro è altresì sostituito dal Consiglio Arbitrale nelle seguenti ipotesi:

a. l’Arbitro rinuncia all’incarico nel corso del procedimento;

b. il Consiglio Arbitrale rimuove l’Arbitro per la violazione dei doveri imposti dal Regolamento o per altro grave motivo;

c. l’Arbitro non è più in grado di adempiere al proprio ufficio per impossibilità oggettiva, infermità o per altro grave motivo.

8.5 In caso di ricusazione e nei casi di cui all’articolo che precede, il procedimen­to è sospeso fino all’accettazione e alla conferma dell’Arbitro designato in sosti­tuzione; il Consiglio Arbitrale, con la conferma, determina altresì un’eventuale posticipazione del termine per il deposito del lodo.

8.6 Il Consiglio Arbitrale determina l’eventuale compenso spettante all’Arbitro sostituito, tenuto conto dell’attività da quest’ultimo svolta e del motivo della sostituzione.

ART. 9 – CALENDARIO DEL PROCEDIMENTO E ISTRUZIONE

PROBATORIA

9.1Il Tribunale Arbitrale fissa i termini per il deposito delle memorie e dei do­cumenti, nonché, sentite le parti, indica il calendario delle udienze ed emana gli eventuali provvedimenti istruttori.

9.2 Si applica la sospensione feriale dal 1 al 31 agosto.

9.3 Il Tribunale Arbitrale, può nominare, ovvero richiedere al Consiglio Arbitra­le, la nomina di consulenti tecnici d’ufficio; la Segreteria in caso di nomina di consulenti tecnici d’ufficio richiede alle parti un’integrazione del deposito cau­zionale anticipato delle spese di cui all’art. 3.3. Ai consulenti tecnici d’ufficio si applicano le stesse regole stabilite per gli arbitri. Il Tribunale Arbitrale, d’intesa con il consulente tecnico nominato, determina le modalità di svolgimento della consulenza.
9.4 Ove lo ritenga opportuno, il Tribunale Arbitrale può redigere, all’inizio della procedura, un atto che riassuma i termini della questione come prospettati dalle parti nella domanda d’arbitrato e nella risposta, le eccezioni e le domande formu­late, nonché le possibili modalità di assunzione delle prove, al fine di sottoporlo alle parti e, sentite le loro osservazioni, chiederne la sottoscrizione allo scopo di chiarire l’oggetto dell’arbitrato.

ART. 10 – ORDINANZE E CONCLUSIONI

10.1 Il Tribunale Arbitrale può emettere ordinanze per regolare il buon funziona­mento della procedura d’arbitrato.

10.2 Quando ritiene il procedimento maturo per la pronuncia del progetto di lodo parziale o definitivo, il Tribunale Arbitrale invita le parti a precisare le conclusio­ni.

10.3 Le conclusioni, intese come le sole eccezioni e domande, devono essere precisate in un’apposita memoria.

10.4 Il Tribunale Arbitrale può ammettere nuove domande, nel qual caso dispone quanto necessario per garantire il pieno contraddittorio sulla domanda nuova, dandone contestuale informazione al Consiglio Arbitrale, richiedendo eventual­mente la proroga del termine di deposito del progetto di lodo. In ogni caso, non possono essere proposte domande nuove dopo la comunicazione dell’ordinanza che dispone la precisazione delle conclusioni.

10.5 Con la precisazione delle conclusioni, le parti possono chiedere di deposita­re memorie conclusionali e repliche, ovvero la fissazione di udienza di discussio­ne. Il Tribunale Arbitrale provvede su tali richieste.

10.6 Entro 20 giorni dalla sottoscrizione, una copia (anche solo in formato elet­tronico) di tutti i provvedimenti emessi dal Tribunale Arbitrale e dei verbali d’u­dienza dovrà essere trasmessa alla Segreteria.

10.7 Le disposizioni dettate dal presente Regolamento sono applicabili all’arbi­trato irrituale solo in quanto esse siano compatibili con la natura del procedimen­to, salvo in ogni caso il principio del contradditorio.

ART. 11 – LODO

11.1 Il Il Tribunale Arbitrale pronuncia il lodo nei termini e nelle modalità pre­viste dal presente Regolamento, salvo che le parti non abbiano optato, vuoi con clausola compromissoria, vuoi con espresso accordo prima della costituzione del Tribunale Arbitrale per il progetto di lodo soggetto a revisione ai sensi delle disposizioni dell’art. 12 del presente Regolamento..

11.2 Il Consiglio Arbitrale deve fissare il termine per la delibera del lodo, sia al momento della costituzione del Tribunale Arbitrale, sia a seguito della conces­sione di proroghe. In ogni caso il lodo deve essere pronunciato entro e non oltre sei mesi dalla costituzione del Tribunale arbitrale, salvo sospensione o proroga concessa dalle parti o dal Consiglio Arbitrale.

11.3 Il Tribunale Arbitrale richiede al Consiglio Arbitrale l’ammontare definitivo delle spese d’arbitrato, al fine di inserirle nel lodo arbitrale, avanzando una pro­posta motivata.

11.4 Nel lodo il Tribunale Arbitrale deve motivare la decisione della controver­sia, provvedendo sulle spese secondo il principio della soccombenza, tenendo conto eventualmente del comportamento processuale delle parti.

11.5 Il Tribunale Arbitrale, ove costituito in Collegio, delibera a maggioranza in conformità alle norme previste dal codice di procedura civile. L’Arbitro che vuol fare constare il proprio dissenso, potrà apporre la propria opinione in paragrafo autonomo, in calce alle motivazioni, prima del dispositivo del lodo e della sotto­scrizione di tutti gli arbitri.

11.6 Entro 10 giorni dall’ultima sottoscrizione, il Tribunale Arbitrale trasmette alla Segreteria il lodo in tanti originali quante sono le parti costituite, oltre ad un originale per l’archivio del Consiglio Arbitrale. In caso di applicazione dell’art. 12, il progetto di lodo deve essere trasmesso alla Segreteria entro 10 giorni dalla delibera del Tribunale Arbitrale, unitamente a comunicazione sottoscritta dal Tri­bunale Arbitrale su foglio separato.

11.7 Entro 5 giorni dal ricevimento, la Segreteria consegna a mani proprie o tramite invio con PEC o plico raccomandato a.r., un originale del lodo a ciascuna delle parti costituite e per esse al loro difensore domiciliatario, ovvero trasmette loro, con le stesse modalità, il progetto di lodo.

ART. 12 – PROGETTO DI LODO E RIESAME

12.1 Le parti possono stabilire di comune accordo nella clausola compromissoria o in una diversa convenzione comunque anteriore alla costituzione del Tribunale Arbitrale, che quest’ultimo pronunci un progetto di lodo soggetto a riesame. Il progetto di lodo non produce gli effetti della sentenza pronunciata dall’autorità giudiziaria. Ne è vietato il deposito ai sensi dell’art. 825 del codice di proce­dura civile. Al progetto di lodo si applicano le norme seguenti e le disposizioni dell’art. 11 in quanto compatibili, sostituendo la parola “lodo”, con “progetto di lodo”.

12.2 Ciascuna parte può chiedere il riesame del progetto di lodo nel termine di 30 giorni dal ricevimento della sua comunicazione ai sensi dell’Art. 11.7 del pre­sente Regolamento. In caso di mancata richiesta del riesame del progetto di lodo, entro tale termine, ciascuna parte può chiedere al Tribunale Arbitrale che lo ha pronunciato di dare atto in calce al progetto della mancata richiesta di riesame e della conseguente definitività del lodo.

12.3 La domanda di riesame del progetto di lodo si propone al Consiglio Arbi­trale nelle stesse forme previste dal presente Regolamento per la proposizione della domanda arbitrale. La risposta alla domanda di riesame può presentare una domanda incidentale.

12.4La domanda di riesame, principale o incidentale, è decisa da un Tribunale Arbitrale del riesame composto da tre arbitri, dei quali uno nominato da ciascuna parte e il terzo nominato dal Consiglio Arbitrale con funzioni di presidente del Tribunale Arbitrale, in conformità con il presente Regolamento ed in particolare con quanto previsto dagli artt. 4 e 7. Non possono fare parte del Tribunale Arbi­trale del riesame arbitri che abbiano deliberato il progetto di lodo.

12.5 Il lodo pronunciato dal Tribunale Arbitrale del riesame sostituisce a tutti gli effetti il progetto di lodo pronunciato dal Tribunale Arbitrale di prima istanza.

12.6 Il progetto di lodo confermato ai sensi dell’Art. 12.2 del presente Regola­mento o il lodo pronunciato dal Tribunale Arbitrale del riesame, ai sensi dell’Art. 12.5 del presente Regolamento, producono gli effetti della sentenza pronunciata dall’Autorità Giudiziaria. Essi possono essere depositati ai sensi dell’art. 825 del codice di procedura civile e impugnati nelle forme e nei casi previsti dall’art. 827 e seguenti del codice di procedura civile.

12.7 Nei procedimenti arbitrali di riesame si osservano, in quanto compatibili, le norme dettate dal presente Regolamento per il procedimento arbitrale di prima istanza.

ART. 13 – ALTRE DISPOSIZIONI

13.1 Nel caso in cui le parti compongano la lite nel corso del procedimento arbi­trale, devono comunicare al Tribunale Arbitrale e alla Segreteria di aver definito la controversia, rinunciando così agli atti e alla deliberazione del lodo. In tal caso il Consiglio Arbitrale determinerà le spese e le competenze degli arbitri, nonché degli eventuali consulenti tecnici e provvederà a comunicarlo alle parti.

13.2 In caso di inattività di tutte le parti, che per un periodo superiore a tre mesi non ottemperino ai depositi o alle disposizioni del Tribunale Arbitrale nonostante i solleciti, gli atti si intendono rinunciati e il Tribunale Arbitrale è esonerato dalla delibera del lodo.

ART. 14 – ENTRATA IN VIGORE E MODIFICHE

14.1 Il presente Regolamento entra in vigore il giorno 21 febbraio 2014.

14.2 Il Regolamento potrà essere modificato dal Consiglio Arbitrale, con le mo­dalità previste dall’art. 10 dello Statuto.

14.3 Le modifiche del Regolamento, salvo diversa espressa previsione, non si applicheranno agli arbitrati già pendenti ma solo a quelli iniziati dopo l’approva­zione di dette modifiche.