STATUTO

STATUTO della CORTE NAZIONALE ARBITRALE

(approvato dal Consiglio Arbitrale il 23 maggio 2018)

  

ART. 1 – COSTITUZIONE

  1. è costituita la “Corte Nazionale Arbitrale” (la “Corte”), su iniziativa dell’Unione Nazionale delle Camere Civili (“UNCC”) assunta a seguito di delibera del 13 settembre 2013 della Giunta Esecutiva, tenuto conto del parere favorevole espresso dal Consiglio dei Presidenti dell’UNCC.
  1. Sono socie di diritto della Corte l’UNCC e le Camere Civili ad essa iscritte, nelle persone dei rispettivi Presidenti, in regola con gli adempimenti previsti dal presente Statuto.
  1. Possono essere socie della Corte anche le Camere Arbitrali Territoriali (CAT) di cui all’articolo 14.

 

ART. 2 – FINALITà E ATTIVITA’

  1. La Corte è un’istituzione arbitrale indipendente, senza finalità di lucro.
  1. La Corte sovraintende all’amministrazione dei procedimenti di arbitrato sottoposti al suo Regolamento.
  1. La Corte, che non decide né risolve le controversie, svolge le seguenti funzioni:
  1. nomina gli Arbitri e sovraintende al rispetto da parte loro del Regolamento e del Codice Deontologico;
  2. fornisce i servizi di segreteria;
  3. promuove la costituzione, stipula convenzioni e assiste le Camere Arbitrali Territoriali socie, per le quali predispone e modifica modelli di Statuto, di Regolamento e di clausole compromissorie;
  4. supporta le Camere Civili ed eventuali altri soggetti per la costituzione di CAT;
  5. promuove la cultura dell’arbitrato e della risoluzione alternativa delle controversie, anche stipulando convenzioni con le Organiz-zazioni professionali e imprenditoriali nazionali e locali;
  6. organizza, anche in collaborazione con il Centro Studi dell’Avvo-catura Civile Italiana, con l’UNCC, con le Camere Civili, con le CAT, con gli Ordini professionali e le Università convegni formativi e corsi di preparazione e formazione in materia di arbitrato e di risoluzione alternativa delle controversie, con particolare riferimento alla formazione degli Arbitri, dei consulenti tecnici e degli Avvocati difensori nelle procedure arbitrali;
  7. vigila, avvalendosi se del caso anche delle Camere Civili e delle CAT, sulla sussistenza in capo agli Arbitri e ai Consulenti Tecnici dei requisiti previsti dalla Legge e dal Regolamento;
  8. garantisce celerità, qualità ed economicità delle procedure, nonché l’assoluta indipendenza degli Arbitri, nel rispetto del principio del contraddittorio e con costi predeterminati, in funzione del valore della controversia, dalla tabella adottata dalla Corte.

 

ART. 3 – SEDE

La Corte ha sede presso la sede dell’UNCC, salvo diversa determinazione del Consiglio Arbitrale.

 

ART. 4 – ORGANI

Sono organi della Corte:

  1. il Presidente
  2. i Vicepresidenti
  3. il Segretario
  4. il Tesoriere
  5. il Consiglio Arbitrale
  6. l’Assemblea.

 

ART. 5 – PRESIDENTE

  1. Il Presidente è nominato dal Consiglio Arbitrale tra i suoi componenti e resta in carica per tutta la durata del Consiglio che lo ha nominato. Alla scadenza può essere rinominato solamente per un ulteriore triennio.
  1. Il Presidente:
  1. è il legale rappresentante della Corte;
  2. sottoscrive gli atti e le delibere del Consiglio;
  3. convoca e presiede il Consiglio e ne stabilisce l’ordine del giorno;
  4. convoca e presiede l’Assemblea dei soci e ne stabilisce l’ordine del giorno;
  5. cura l’osservanza dello Statuto e del Regolamento della Corte;
  6. assume i provvedimenti di urgenza, ai sensi del successivo articolo 10.11.

 

ART. 6 – VICEPRESIDENTI

  1. è facoltà del Presidente nominare non più di due Vicepresidenti, tra i componenti del Consiglio Arbitrale. In caso di nomina di due Vice Presidenti gli stessi hanno funzioni e poteri disgiunti.
  1. I Vicepresidenti coadiuvano il Presidente nell’esercizio dei compiti statutari, svolgono le funzioni che sono loro espressamente delegate dal Presidente e il più anziano di età lo sostituisce in caso di sua assenza e/o impedimento.

 

ART. 7 – SEGRETARIO

  1. Il Segretario cura l’attuazione delle delibere del Consiglio Arbitrale e sovraintende, per conto del medesimo Consiglio, alle attività della Corte.

Redige i verbali del Consiglio e dell’Assemblea e svolge tutte le altre funzioni che gli sono attribuite dal Regolamento della Corte o delegate dal Presidente o dal Consiglio.

  1. Il Segretario, su proposta del Presidente, può essere, in qualsiasi momento, revocato dal Consiglio Arbitrale.

 

ART. 8 – TESORIERE

  1. Il Tesoriere ha il compito di:
  1. gestire le disponibilità finanziarie della Corte, in esecuzione delle delibere del Presidente e del Consiglio Arbitrale;
  2. effettuare i pagamenti disposti dal Presidente o dal Consiglio;
  3. provvedere alla riscossione dei contributi e delle quote dovute dai Soci;
  4. custodire la documentazione contabile;
  5. predisporre il rendiconto annuale e il conto preventivo dell’anno successivo, con le relative relazioni.
  1. Il Tesoriere può essere in qualsiasi momento revocato dal Consiglio.
  1. Il Consiglio può deliberare di attribuire tutte o alcune delle funzioni del Tesoriere al Segretario.

 

ART. 9 – PRESIDENTE EMERITO

Il Consiglio può nominare un Presidente Emerito, che ha diritto di partecipare alle riunioni, senza diritto di voto.

 

ART. 10 – CONSIGLIO ARBITRALE

  1. Il Consiglio Arbitrale resta in carica tre anni ed è composto da nove membri, sette eletti e due cooptati, tutti rieleggibili per un massimo di tre mandati.
  1. I sette componenti del Consiglio eletti sono così nominati:
  1. tre dalla Giunta Esecutiva dell’UNCC;
  2. quattro dall’Assemblea;
  3. due componenti vengono cooptati dal Consiglio neo costituito, scegliendone uno tra i Notai e uno tra i Dottori Commercialisti. Il Consiglio Arbitrale ha facoltà di effettuare le relative nomine sulla base di indicazioni ricevute da organi rappresentativi nazionali di queste Categorie.
  1. Tra i componenti indicati alle lettere a. e b. del comma che precede, la maggioranza deve essere costituita da Avvocati di comprovata esperienza nel campo arbitrale.
  2. In caso venga meno un componente del Consiglio Arbitrale durante il periodo di carica, la sostituzione avviene per cooptazione da parte dello stesso Consiglio Arbitrale. Il subentrante resta in carica per il periodo rimanente all’intero Consiglio.
  1. Il Consiglio Arbitrale ha competenza generale su tutte le materie attinenti l’amministrazione dei procedimenti di arbitrato e adotta i relativi provvedimenti.

In particolare:

  1. nomina il Presidente della Corte e, su proposta di questo, il Segretario e il Tesoriere;
  2. adotta e modifica il Regolamento e lo Statuto della Corte;
  3. adotta e modifica modelli di statuto e regolamento per le CAT;
  4. delibera sulle convenzioni con le CAT e/o altri soggetti;
  5. stabilisce l’ammontare della quota annua dovuta dai Soci;
  6. fissa le regole deontologiche per gli Arbitri iscritti all’Albo Nazio-nale degli Arbitri;
  7. determina gli indirizzi generali dell’attività della Corte;
  8. approva il rendiconto annuale e il conto preventivo redatti dal Tesoriere e li presenta all’Assemblea dei Soci;
  9. delibera il programma di attività della Corte e sulle spese;
  10. istituisce, tiene e aggiorna l’Albo Nazionale degli Arbitri e adotta il relativo regolamento;
  11. valuta e decide a suo insindacabile giudizio sulle domande di ammissione all’Albo Nazionale degli Arbitri;
  12. nomina e sostituisce gli Arbitri, qualora non nominati dalle parti, secondo i criteri stabiliti dal Regolamento, scegliendoli dall’Albo Nazionale degli Arbitri e determina i loro compensi sulla base del Regolamento della Corte e della relativa Tabella;
  13. decide sull’istanza di ricusazione degli Arbitri;
  14. organizza convegni formativi e corsi di preparazione;
  15. predispone clausole compromissorie tipo;
  16. avanza proposte ed esprime pareri in materia di arbitrato e di risoluzione alternativa delle controversie, su richiesta dei Soci;
  17. svolge tutte le ulteriori attribuzioni previste dai Regolamenti della Corte.
  18. nomina il Comitato Scientifico.
  1. Il Consiglio è convocato almeno ogni due mesi su iniziativa del Presidente o su richiesta scritta di almeno quattro componenti. Le riunioni del Consiglio sono valide con la presenza della maggioranza dei suoi componenti. Le riunioni possono svolgersi presso la sede della Corte o presso altro luogo o a distanza, con le modalità determinate dal Presidente.
  1. Il Consiglio delibera a maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente o, in sua assenza, del Vicepresidente che presiede la riunione.
  1. La convocazione avviene mediante avviso consegnato a mani, ovvero spedito a tutti i componenti nominati, con posta elettronica o fax ai recapiti comunicati, almeno tre giorni prima della riunione e, in caso di urgenza, almeno un giorno prima. Nell’avviso vengono fissati la data, il luogo e l’ora della riunione, nonché l’ordine del giorno. In mancanza di convocazione la riunione si reputa comunque valida quando ad essa partecipano tutti i componenti nominati.
  1. Le riunioni si possono tenere anche per audioconferenza o videoconferenza, a condizione che il Presidente accerti l’identità dei partecipanti e che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione e alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno, nonché visionare, ricevere e trasmettere documenti. Nel caso in cui, durante la riunione, per motivi tecnici, fosse sospeso il collegamento con un componente, la riunione sarà dichiarata “sospesa” dal Presidente e saranno considerate valide le deliberazioni adottate fino a tale momento.
  1. Il Consigliere che ritenga di astenersi per incompatibilità si deve allontanare dalla riunione per tutto il tempo della discussione e dell’adozione della relativa delibera. In tal caso la sua precaria assenza non incide sul quorum necessario per la validità della riunione.
  1. Il Consiglio Arbitrale stabilisce nella sua prima riunione, con il voto favorevole della maggioranza dei suoi componenti, le modalità di gestione delle urgenze. In mancanza sulle urgenze provvede il Presidente, che ne informa il Consiglio nella prima riunione successiva.
  1. Il Consiglio ha facoltà di istituire Commissioni e Gruppi di lavoro e di stabilirne le funzioni e l’organizzazione.

 

ART. 11 – INCOMPATIBILITA’

I componenti del Consiglio Arbitrale e della Giunta Esecutiva del-l’UNCC in carica non possono essere nominati Arbitri in controversie sottoposte ad arbitrati amministrati dalla Corte.

 

ART. 12 – COMITATO SCIENTIFICO

Il Comitato Scientifico ha carattere permanente e i suoi componenti vengono nominati dal Consiglio Arbitrale tra avvocati, professori universitari, notai e magistrati di chiara fama. Essi decadono dall’incarico per rinuncia o per revoca da parte del Consiglio per gravi motivi.

 

ART. 13 – ASSEMBLEA DEI SOCI

  1. Dopo il periodo transitorio di cui all’art. 22.1, l’Assemblea dei soci è convocata dal Presidente della Corte Arbitrale, in via ordinaria, ogni anno entro il 31 ottobre, mediante avviso da inviarsi a mezzo raccomandata a.r. o tramite e-mail ai soci almeno 30 giorni prima della data fissata per l’Assemblea stessa.
  1. L’Assemblea può essere convocata, in via straordinaria, tutte le volte che il Consiglio Arbitrale lo ritenga opportuno.
  1. I Soci partecipano all’assembla in persona dei loro rispettivi legali rappresentanti o di delegato/a appartenente alla propria associazione, restando esclusa la delega ad altro Socio.
  1. L’Assemblea dei soci delibera a maggioranza semplice dei presenti in regola con gli adempimenti statutari e:
  1. alla scadenza di ogni triennio nomina quattro componenti del Consiglio Arbitrale;
  2. approva annualmente il rendiconto dell’anno precedente e il conto preventivo dell’esercizio successivo presentati dal Consiglio Arbitrale;
  3. esprime parere consultivo su ogni questione rimessale dal Consiglio Arbitrale.

 

ART. 14 – Camere Arbitrali Territoriali (CAT e CAAT)

  1. Il Consiglio arbitrale regola i rapporti con le Camere Arbitrali Territoriali socie (CAT) e con le Camere Arbitrali Aderenti Territoriali (CAAT).
  1. Le Camere Arbitrali Territoriali socie della Corte Nazionale Arbitrale (CAT) possono essere costituite localmente da Avvocati, Notai, Commer-cialisti appartenenti a un determinato territorio o a una o più Camere Civili. Esse recepiscono integralmente lo Statuto ed i Regolamenti predisposti dalla Corte e si uniformano ai principi e alle direttive emanati dalla stessa. Le Camere Arbitrali Territoriali socie assumono la seguente denominazione: “Camera Arbitrale Territoriale di _____” (abbreviato “CAT luogo”).
  1. Le Camere Arbitrali Territoriali che intendono aderire alla Corte Nazionale Arbitrale, senza diventarne socie (CAAT), possono essere costituite dagli stessi soggetti di cui al comma precedente, o da altri. Il Consiglio arbitrale verifica che lo statuto e i regolamenti della Camera Arbitrale che fa richiesta di adesione siano compatibili con i principi fondamentali espressi dalla Corte Nazionale nello Statuto e nei suoi Regolamenti, secondo il giudizio insindacabile del Consiglio stesso. Con la stipula della convenzione di adesione, la CAAT si impegna ad aggiornare lo statuto e i regolamenti per adeguarli alle modifiche segnalate dal Consiglio. Qualsiasi altra modifica statutaria e/o regolamentare dovrà essere previamente comunicata al Consiglio. Il Consiglio può revocare con effetto immediato la convenzione di adesione qualora vengano meno i presupposti di compatibilità. Le CAAT assumono la seguente denominazione: “Camera Arbitrale Territoriale di _____ – Aderente alla Corte Nazionale Arbitrale” (abbreviato “CAAT luogo”).

 

Art. 15 – CONVENZIONI

Possono chiedere di convenzionarsi con la Corte le CAAT che siano in regola con gli adempimenti previsti dallo Statuto della Corte Nazionale Arbitrale.

 

ART. 16 – ESCLUSIONE E RECESSO

  1. Con delibera del Consiglio Arbitrale, preceduta da comunicazione di contestazione e richiesta di adempimento, sono esclusi i Soci che:
  1. omettono di adeguare il proprio comportamento agli scopi e ai principi informatori del presente Statuto;
  2. assumono iniziative in grave contrasto con gli scopi del presente Statuto, dei Regolamenti o degli organi della Corte Nazionale Arbitrale;
  3. modificano il proprio Statuto o Regolamento in modo tale che essi non siano più coerenti con il presente Statuto o con i Regolamenti della Corte.
  4. non siano in regola con l’obbligo di cui all’art. 18.2.
  1. In qualsiasi momento ciascun Socio può comunicare con raccomandata a.r. indirizzata al Presidente del Consiglio Arbitrale il proprio recesso, che in ogni caso decorre dalla fine dell’anno in corso. Il recesso non dà diritto al rimborso delle quote già pagate o maturate.

 

ART. 17 – ENTRATE

Per l’adempimento dei suoi compiti la Corte utilizza le proprie entrate, rivenienti:

  1. dalle attività svolte;
  2. da contributi versati annualmente dall’UNCC;
  3. dalle quote versate dai Soci;
  4. da liberalità, legati, eredità, erogazioni, contributi ed ogni altra risorsa comunque conseguita.

 

ART. 18 – CONTRIBUTI E QUOTE

  1. I contributi di cui all’art. 17 comma 1 lett. b. vengono determinati dalla Giunta Esecutiva dell’UNCC entro il 31 ottobre di ogni anno, sulla base delle esigenze della Corte Arbitrale e delle disponibilità dell’UNCC.
  1. Il Consiglio Arbitrale determina, entro il 30 novembre dell’anno precedente, la quota che deve essere pagata annualmente dai Soci, stabilendo altresì i tempi e le modalità per il relativo pagamento.

 

ART. 19 – RENDICONTO E PREVENTIVO

  1. L’esercizio finanziario della Corte coincide con l’anno solare.
  1. Il rendiconto e il conto preventivo sono predisposti ogni anno entro il 30 aprile dal Tesoriere, con relazione di accompagnamento e vengono condivisi entro il successivo 31 luglio dal Consiglio Arbitrale, che lo presenta all’Assemblea Ordinaria per l’approvazione.

 

ART. 20 – LIQUIDAZIONE

  1. La liquidazione della Corte è deliberata dal Consiglio Arbitrale.
  1. Il Consiglio Arbitrale nomina un liquidatore, il quale predispone un progetto di liquidazione, che viene approvato dal medesimo Consiglio.

 

ART. 21 – MODIFICHE DELLO STATUTO

Il presente Statuto può essere modificato dal Consiglio Arbitrale con il voto favorevole di almeno cinque componenti, sentita la Giunta dell’UNCC.

 

ART. 22 – DISPOSIZIONI TRANSITORIE

  1. In via transitoria per il primo triennio dalla costituzione della Corte tutti i componenti del Consiglio Arbitrale sono nominati dalla Giunta dell’UNCC.
  1. Alla scadenza del periodo transitorio, il Consiglio Arbitrale resta in carica per la durata di un primo mandato ai sensi dell’art. 10.1.

 

ART 23 – PATRIMONIO

  1. è fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitali durante la vita della Corte, a meno che l’erogazione sia fatta a titolo di liberalità e a favore di una Onlus che persegua la tutela e la promozione dell’Arbitrato.
  1. Gli avanzi di gestione e qualunque disponibilità di cassa possono essere utilizzati esclusivamente per la realizzazione delle finalità statutarie.
  1. In caso di scioglimento della Corte, a qualunque causa dovuta, il patrimonio sarà devoluto all’UNCC.

 

ART. 24 – RINVIO

Per quanto non espressamente disciplinato dal presente Statuto e nei Regolamenti della Corte si applicano le disposizioni della legge italiana vigenti in materia.